Ho avuto un’infanzia particolarmente silenziosa.
Ancora oggi, narra la leggenda che dicessi una parola ogni quindici giorni.
Per la verità, io mi ricordo solo la fatica che provavo a dire ‘ciao’ e ‘grazie’ agli estranei,
figuriamoci a capire ed esprimere quello che veramente volevo per me.

Sono dovuti passare parecchi anni prima che mi rendessi conto che, al di là delle difficoltà, avrei potuto costruirmi una vita mia, come un vestito cucito addosso.
Gli ostacoli che mi sono trovata davanti, in realtà, non erano tecnici, ma avevano preso una forma molto più ingombrante e profonda: l’immagine di me, quella che mi ero costruita nel tempo, sulla base delle esperienze che avevo vissuto e sulla voce interiore che commentava e criticava ogni cosa di me.

Poi un giorno è successa un cosa: mi sono fermata a guardare mia figlia piccolina che chiedeva a gran voce, fino allo sfinimento, quello che voleva e mi sono chiesta se anche io, come lei, stavo mettendo tutta la forza per prendermi la vita che volevo, una che fosse solo mia.

Da allora, una frase che mi è capitato di leggere – anche se queste cose non capitano mai per caso – è diventata il mio mantra:

"Diventi un guerriero nel momento in cui ti assumi la piena responsabilità della tua vita."

Dan Millman

Così, un po’ alla volta, mi sono, per così dire, smontata tutta, pezzo per pezzo, fino ad arrivare al fondo e scoprire la Paura che aveva governato la mia vita fino a lì: quella di non essere mai adeguata, mai abbastanza: abbastanza intelligente, simpatica, divertente, competente, professionale (se vi viene in mente qualcos’altro, mettetecelo, non sbaglierete).

Oggi quella Paura non è andata via del tutto, e so di non essere sola, ma ogni giorno che mi ripeto “Vado bene così”, faccio un regalo a me stessa. Ho cominciato a lasciar correre lo sguardo sui difetti e a partire, invece, da quanto di bello sento di avere e che, proprio perché naturale e spontaneo, ho sempre sottovalutato e dato per scontato.

In tutta questa rivoluzione mi sono vista anche meglio allo specchio, leggera e divertita, aperta alle cose che mai avevo considerato. E mi è venuta voglia di condividere questa mia rivoluzione con tutte quelle persone che sentono un grande desiderio di far valere ciò che sono, anche con il racconto della propria immagine.

Perché alla fine esprimere se stesse attraverso uno stile unico, che sentiamo appartenerci come una seconda pelle, non è un lusso o un capriccio: è un diritto di noi tutte che, ogni giorno, mettiamo in campo noi stesse in ogni cosa, nel lavoro e negli affetti.

Il lavoro che faccio consiste proprio in questo:
portare alla luce la bellezza unica e speciale di ogni donna e valorizzarla in uno stile che faccia onore alla sua personalità.

Se vi piacciono le cose più ufficiali

Ho un Diploma di Laurea in Traduzione e Interpretariato e un Master in traduzione specialistica per la lingua inglese. Dopo qualche esperienza in azienda, ho capito che stare dietro a una scrivania non era la mia strada.
Mi sono messa a caccia di una nuova direzione e sono entrata in un’agenzia di comunicazione, dove per i primi anni mi sono occupata di organizzazione eventi, in seguito di ufficio stampa nel settore lusso.
Dopo 7 anni, nel 2008, ho fatto il salto, mi sono messa per conto mio e sono stata consulente in comunicazione, per altri 7 anni, specializzandomi in strategie di contenuti e relazioni con i media.
Oggi, dopo un percorso di formazione e training con Rossella Migliaccio (Milano) e Kim Bolsover (UK), sono consulente d’immagine, una strada non poi così diversa da quella di qualche tempo fa, perché l’immagine è comunque un mezzo per comunicare all’esterno quello che sentiamo appartenerci.

Ora che ti ho raccontato un po' di me, parliamo di te

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